UEFA Women

UEFA Women’s Champions League

La UEFA Women’s Champions League è la competizione calcistica europea più importante nell’ambito del calcio femminile. La prima edizione risale alla stagione 2001-2002, quando il torneo esordì col nome di Women’s Cup. È l’equivalente femminile della Champions League, e anche in questo caso la partecipazione è riservata ai club di vertice del panorama continentale. Vi prendono parte le squadre vincitrici dei campionati o delle coppe nazionali. Le prime sei federazioni europee per coefficiente UEFA qualificano tre squadre. Due posti sono riservati invece a quelle che occupano dalla settima alla sedicesima posizione nel ranking UEFA. Tutte le altre federazioni hanno diritto a un posto. 

Quattro squadre accedono direttamente alla fase a gironi del torneo: il campione europeo in carica, più le vincitrici dei primi tre campionati del ranking UEFA. Altre dodici squadre invece accedono ai gironi dopo una fase preliminare divisa in due percorsi: campioni (da cui usciranno 7 qualificate ai gironi) e piazzate (5 qualificate ai gironi). Entrambi i percorsi prevedono un doppio turno, con il primo round riservato alle squadre (campioni o piazzate) provenienti dalle federazioni più basse del ranking europeo. In particolare, il primo turno consiste in mini-tornei a eliminazione diretta, mentre il secondo turno si svolge con sfide di andata e ritorno. 

Le “magnifiche sedici” che approdano alla fase a gironi vengono suddivise mediante sorteggio in quattro gruppi da altrettante squadre. Le quattro vincitrici dei gironi sfidano le seconde classificate in gare di andata e ritorno a eliminazione diretta, fino alla finale. L’atto conclusivo del torneo si disputa invece in gara unica. La prima squadra a vincere la UEFA Women’s Champions League è stata il Francoforte, mentre le attuali campionesse in carica sono le francesi dell’Olympique Lione. L’edizione di quest’anno si assegnerà al Philips Stadion di Eindhoven, il prossimo 3 giugno. 

La UEFA Women’s Champions League in pillole 

  • La UEFA Women’s Champions League è la manifestazione calcistica femminile per club più importante al mondo. Con il passare delle stagioni sta incrementando esponenzialmente la sua visibilità.
  • La prima edizione della UEFA Women’s Champions League è stata disputata nella stagione 2001-2002. 
  • Originariamente il suo nome era UEFA Women’s Cup. Nel 2008 cambiò in UEFA Women’s Champions League.
  • La squadra a vincere la prima edizione della coppa è stata il Francoforte. Nella finale giocata in casa, il club tedesco batté le svedesi dell’Umeå IK con il risultato di 2-0.
  • La squadra che ha vinto più volte la UEFA Women’s Champions League è l’Olympique Lione. La squadra francese ha raggiunto per 10 volte la finale, trionfando in 8 occasioni.
  • La nazione ad aver conquistato più UEFA Women’s Champions League (nove) è la Germania. Sono quattro le squadre tedesche ad aver alzato il trofeo: Francoforte (4 titoli), Turbine Potsdam (2), Wolfsburg (2), Duisburg (1).
  • Sono due le giocatrici che hanno vinto più volte la UEFA Women’s Champions League: Eugénie Le Sommer e Wendie Renard. Per loro 8 successi personali, sempre con la maglia del Lione.
  • Il record di spettatori per una partita della UEFA Women’s Champions League è stato registrato la scorsa stagione. Il 22 aprile 2022, 91.648 tifosi hanno gremito le tribune del Camp Nou in occasione dell’andata della semifinale tra Barcellona e Wolfsburg. 
  • La finale con il maggior numero di spettatori è stata invece quella tra Francoforte e Lione del 17 maggio 2012. All’atto conclusivo andato in scena all’Olympiastadion di Monaco di Baviera assistettero 50.212 persone.

UEFA Women’s Champions League: una storia in evoluzione

La storia della UEFA Women’s Champions League inizia all’alba del nuovo millennio. Era il 23 maggio 2000 quando il Comitato Esecutivo UEFA decise di dar vita a una competizione calcistica europea riservata ai club femminili. 

La prima edizione della nuova manifestazione, ispirata alla UEFA Champions League maschile, prese il via con la stagione 2001/2002. Inizialmente il nome della competizione era UEFA Women’s Cup. In quell’anno a contendersi il torneo furono 33 squadre. A laurearsi campionesse nella finale giocata al Waldstadion furono le padroni di casa del Francoforte.

Con l’edizione 2004-2005 il numero dei partecipanti salì a 43 squadre. Il format introdusse un secondo round a gironi, a cui partecipavano sedici squadre divise in quattro gruppi. Alle nove vincitrici della prima fase a gironi si aggiungevano infatti la squadra campione in carica e i club dei primi sei campionati in base al ranking UEFA.

La stagione 2009-2010 segna una svolta importante sul piano regolamentare. Alla manifestazione furono infatti ammesse per la prima volta anche le seconde classificate degli otto campionati continentali più importanti per coefficiente UEFA. Il numero dei partecipanti sale così a 53. Si decise anche il cambio del nome in UEFA Women’s Champions League. 

Secondo il nuovo formato, le squadre partecipavano inizialmente a una prima fase di sette gironi. Le rispettive vincitrici raggiungevano i club qualificati direttamente alla fase a eliminazione diretta. Qui trovavano ad attenderle il campione in carica e le vincitrici dei campionati nazionali delle prime 24 leghe secondo il ranking UEFA. Le 32 squadre si affrontavano poi con la formula delle partite di andata e ritorno, fino ad arrivare alla finale disputata in gara secca. 

Sul piano sportivo, l’edizione 2010-2011 vede la prima affermazione dell’Olympique Lione. La squadra transalpina dominerà l’intero decennio, disputando altre 9 finali e aggiudicandosi il trofeo per ben 8 volte, di cui 5 consecutive tra il 2016 e il 2020

Nel 2019/20 la fase finale della competizione viene disputata ad agosto a causa della pandemia. Nella finale di San Sebastian viene introdotto per la prima volta nel torneo l’uso del VAR. Dalla stagione 2021/2022 la partecipazione si allarga fino a coinvolgere 72 squadre. Le prime 6 federazioni del ranking continentale possono portare fino a tre squadre, mentre le leghe fino alla sedicesima posizione ne qualificano 2. Le rimanenti federazioni partecipano con un rappresentante. In questo modo la struttura della UEFA Women’s Champions League si avvicina definitivamente al formato maschile. 

L’ultima edizione ha visto imporsi ancora una volta il Lione, vittorioso per 3-1 sul Barcellona nella finale di Torino. 

UEFA Women’s Champions League: le Migliori Giocatrici Della sua Storia 

Nessuno sa che cosa significhi la Women’s Champions League meglio di Wendie Renard. La capitana del Lione detiene infatti il primato di vittorie del torneo (8), di finali giocate (10) e di presenze nella competizione (110), tutte con la maglia dell’OL. È considerata una delle giocatrici più vincenti della storia del calcio femminile: nel suo palmarès figurano anche 15 campionati francesi e 9 Coppe di Francia. Nel 2020 ha vinto un UEFA Club Football Award come miglior difensore della stagione.

Bomber implacabile da oltre 260 reti in carriera, Ada Hegerberg è il capocannoniere della storia della UEFA Women’s Champions League. Con le maglie di Stabæk, Turbine Potsdam e Lione ha messo a segno in totale 59 reti nella competizione. È considerata una delle giocatrici europee migliori della storia nel suo ruolo. Tra il 2016 e il 2022 ha vinto per 6 volte la manifestazione con la casacca del Lione. È suo anche il record di gol in una singola edizione della UEFA Women’s Champions League: 15 reti, messe a referto nella stagione 2017/2018. Nella stagione 2015/2016 è stata UEFA Women’s Player of the Year e Pallone d’oro femminile nel 2018. 

Pur non avendo mai vinto la UEFA Women’s Champions League, Pernille Harder è riconosciuta come una delle calciatrici più forti di tutti i tempi. È l’unica ad essersi aggiudicata per 2 volte il titolo come migliore giocatrice della manifestazione, nelle stagioni 2017/2018 e 2019/2020. Inoltre, è stata capocannoniere dell’edizione 2018-2019. Ha vinto 6 campionati nazionali con le maglie di Linköping (1), Wolfsburg (4) e Chelsea (1), oltre a 4 Coppe di Germania e una FA Cup. 

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Quale squadra ha vinto più titoli?

Il club che ha vinto più volte la UEFA Women’s Champions League è il Lione. La squadra francese ha centrato il successo in 8 occasioni: nelle stagioni 2011, 2012, 2016, 2017, 2018, 2019, 2020 e 2022. In altre due occasioni è arrivata in finale non riuscendo però ad aggiudicarsi poi la competizione. Alle spalle del Lione c’è il Francoforte. Il club tedesco ha vinto 4 volte la competizione, nel 2002, 2006, 2008 e 2015. In tutto sono 8 le squadre che possono fregiarsi di almeno un successo nel torneo. Per quanto riguarda le nazioni, la Germania ha raccolto in tutto 9 vittorie. Seguono la Francia con 8 titoli e la Svezia con 2. 

Qual è la giocatrice che ha vinto più UEFA Women’s Champions League in carriera?

Nella classifica delle giocatrici che hanno vinto più volte in carriera la UEFA Women’s Champions League comandano a parimerito Eugénie Le Sommer e Wendie Renard. Entrambe hanno conquistato per 8 volte il trofeo, sempre con la maglia del Lione. Conny Pohlers detiene il record di vittorie con il maggior numero di squadre diverse. La calciatrice tedesca ha conquistato il trofeo per 4 volte in carriera, con le maglie di Turbin Potsdam, Francoforte e Wolfsburg (2).

Qual è la giocatrice con più presenze nella UEFA Women’s Champions League? 

La giocatrice che ha giocato più partite nella UEFA Women’s Champions League è Wendie Renard. In tutto ha collezionato 110 presenze, sempre indossando i colori dell’Olympique Lione. Alle sue spalle in questa classifica c’è Alexandra Popp, con 93 partite giocate con la maglia di Duisburg e Wolfsburg. Al terzo posto, con 89 partite giocate nella UEFA Women’s Champions League, troviamo l’attaccante svizzera del PSG Ramona Bachmann. Poco distanti Eugénie Le Sommer e Sarah Bouhaddi, che hanno giocato rispettivamente 88 e 86 partite. 

Quanto guadagna la squadra vincitrice della UEFA Women’s Champions League? 

Oltre alla gloria sportiva, chi si aggiudica Champions League femminile riceve un premio partita di circa 250mila euro. L’altra finalista guadagna invece 200mila euro. Le squadre però accumulano premi in denaro man mano che vanno avanti nella competizione. La sola qualificazione alla fase a gironi vale già 400mila euro. La vittoria dei gironi dà diritto a un premio di 50mila euro, il passaggio ai quarti di finale 160mila euro. A ognuna delle quattro squadre semifinaliste spettano 180mila euro. Il totale dei premi in palio della UEFA Women’s Champions League è di circa 24 milioni di euro. 

Quali squadre sono ammesse alla UEFA Women’s Champions League? 

I criteri di ammissione alla UEFA Women’s Champions League sono stati periodicamente modificati dal Comitato Esecutivo della UEFA. All’origine di queste decisioni la volontà di aumentare l’interesse attorno alla manifestazione rendendola più vicina alle regole esistenti per l’omologa competizione maschile. Con le nuove regole decise nel 2019 e introdotte dalla stagione 2021/2022, le prime sei federazioni secondo il ranking UEFA possono portare 3 squadre. Quelle tra la settima e la dodicesima posizione hanno diritto a 2 squadre. Per tutte le altre può entrare solo una squadra. La competizione è strutturata con due turni di qualificazione preliminari, una fase a gironi e una fase a eliminazione diretta.

Quando è stato introdotto il VAR nella UEFA Women’s Champions League? 

La tecnologia del VAR è stata introdotta per la prima volta nella finale della UEFA Women’s Champions League del 2020. Lo strumento è stato poi utilizzato a partire dai quarti di finale della stagione 2021/2022. 

Qual è il record di spettatori per una finale di UEFA Women’s Champions League?

Il record di spettatori per una finale di UEFA Women’s Champions League appartiene all’edizione 2011/2012. In quella stagione la partita conclusiva tra le francesi del Lione e le tedesche del Francoforte si giocò all’Olympiastadion di Monaco di Baviera. Assistettero al match 50.212 spettatori. Nella finalissima della prima edizione nella stagione 2001/2002 furono 12.106 gli spettatori al Waldstadion di Francoforte per la partita tra le padrone di casa e le svedesi dell’Umeå IK. Nell’ultima finale disputata allo Juventus Stadium di Torino, si sono registrate 32.257 presenze per la partita tra Lione e Barcellona.