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Europa League

Non sentirete il ritornello “The Champions” rimbombarvi nelle orecchie. Non vedrete sceicchi o nababbi strofinarsi le mani in tribuna in cerca del prossimo acquisto. Non assisterete a sfide tra i soliti noti club del calcio. Assisterete a partite tra squadre di calcio che rappresentano l’Europa vera, quella grintosa e affamata. Quella delle stelle nascenti e della voglia matta di diventare grandi. La voglia che contraddistingue i vent’anni, quando tutto è possibile e si è disposti a lottare per raggiungere la meritata gloria. 

Sì, suona un tantino solenne, ma in fondo è vero. La UEFA Europa League (UEL) sarà anche la seconda competizione europea per importanza, eppure non ha nulla da invidiare agli altri tornei d’Europa. Ma che cos’è che la rende così speciale? 

Punto primo, è un torneo giovane. Infatti, nonostante sia l’erede diretta della Coppa UEFA, l’Europa League esiste nella formula attuale e con questo nome solo dal 2009. 

Ma la UEL non è giovane soltanto temporalmente, è anche “fatta” di e per i giovani. Per i volti nuovi, quelli che fremono dalla voglia di fare il salto tra i grandi. 

In Europa League non dominano i soliti Messi, Ronaldo, Neymar o Mbappé, coi loro cachet stellari e la loro fama mondiale. Non c’è, insomma, nessuna star a farne da padrona. Ai meno esperti questo potrà apparire come un punto a sfavore, ma non è così. In fondo che cosa c’è di più bello, di più elettrizzante e vivo che assistere alla nascita di una nuova stella? E quanto è appagante, da spettatore, vedere atleti che non sanno cosa sia la “modalità risparmio energetico”? Che danno tutto fino all’ultimo? Che consumano l’anima e le scarpe sino in fondo? 

L’esito di questa lotta all’ultimo calcio è una serie di risultati imprevedibili, con l’oggettiva ma piacevole difficoltà (per bookmakers e appassionati) di pronosticare con largo anticipo chi si aggiudicherà un posto prima in semifinale e poi nella finalissima di giugno. 

Inoltre, visto che anche il borsello vuole la sua parte, per i club che competono in Europa League ci sono in gioco milioni di euro tra gettoni-presenza, passaggi del turno e vittoria finale. Il montepremi totale della stagione in corso è di ben 465 milioni di euro. 

Non certo bruscolini, insomma.  

Di seguito, trovate tutto quello che c’è da sapere – e anche di più – sulla UEFA Europa League.    

 

L’Europa League in pillole 

  • La UEFA Europa League nasce nel 2009, anno in cui prende il posto della storica Coppa UEFA (istituita nel 1971 come “erede” della Coppa delle Fiere). 
  • L’Europa League è la seconda competizione europea per prestigio e valore economico. Si trova un gradino appena sotto la Champions e uno step sopra l’Europa Conference League. È il banco di prova europeo per molti club. Nel caso dei migliori 5 campionati nazionali partecipano le squadre che nella stagione precedente si sono posizionate dopo quelle qualificate per la Champions. Nel caso delle migliori 15 federazioni europee si qualificano i club che hanno trionfato nelle Coppe nazionali.
  • La formula del torneo è piuttosto semplice. 32 squadre prendono parte alla fase a gironi che comincia a settembre. Di queste, 10 provengono dalle qualificazioni estive, 6 sono le vincitrici delle Coppe Nazionali delle 6 migliori federazioni europee, 4 sono le quinte classificate delle prime 4 federazioni, e infine 1 è la quarta classificata della quinta federazione. A esse si aggiunge il club vincitore dell’Europa Conference League. 
  • La fase a eliminazione diretta ha una particolarità: vi confluiscono le ripescate (ovvero le terze classificate) dei gironi di Champions. Ma se vogliono guadagnarsi un posto agli ottavi, devono prima passare attraverso “l’imbuto” degli spareggi.
  • Le squadre della nostra Serie A che si qualificano in Europa League sono 2. La quinta classificata del campionato dell’anno precedente e la vincitrice della Coppa Italia, sempre dell’anno precedente. Quest’anno le due squadre sono rispettivamente la Lazio e l’Inter. Nel caso in cui la vincitrice della Coppa Italia si qualifichi per la Champions, allora si libera automaticamente uno slot per la sesta classificata del campionato, come è successo quest’anno per la Roma. 

La fantastica storia dell’Europa League    

La storia dell’Europa League inizia nel 1971, quando la UEFA decide di inaugurare un nuovo torneo per svecchiare e di fatto sostituire l’ormai superata Coppa delle Fiere. 

La Coppa UEFA si propone come il terzo torneo europeo per importanza dopo la Coppa dei Campioni (oggi Champions League) e la Coppa delle Coppe. Quest’ultima si discosta dalle altre due per il numero superiore di squadre partecipanti – 64, il doppio delle altre due coppe – e per la finale non secca ma con andata e ritorno.

La prima squadra ad aggiudicarsi nel 1972 la Coppa UEFA è stata il Tottenham Hotspur, in una finale tutta inglese contro il Wolverhampton. Tutto il primo decennio del torneo è segnato dal predominio dei club inglesi e, più in generale, del nord Europa (in particolare Paesi Bassi e Germania Ovest). Peculiare è anche l’edizione del 1977, vinta dalla Juventus contro l’Athletic Bilbao e definita “autoctona”. Entrambe le squadre, infatti, schierarono solo giocatori del proprio paese: italiani da un lato e baschi dall’altro. 

Gli equilibri in Coppa UEFA cambiano dalla fine degli anni Ottanta in poi, con l’inizio di un dominio incontrastato da parte delle squadre italiane. Tra il 1989 e il 1999 le italiane vincono il torneo per ben 8 volte su 11, con un totale di 14 presenze in finale. A dare il via a questo ciclo virtuoso è il Napoli del fenomeno Diego Armando Maradona, superando in finale i tedeschi occidentali dello Stoccarda. 

Nel 1990 arriva la prima finale tutta italiana tra Juventus e Fiorentina, terminata con la vittoria dei bianconeri. Sono finali tutte tricolori anche quelle del 1991, 1995 e 1998

Nel 1999 si verifica un significativo cambiamento nella competizione: la Coppa delle Coppe viene abolita e si fonde con la Coppa UEFA. Questa scelta porta all’aumento del numero di squadre partecipanti, da 64 a 96, e all’introduzione di un altro turno a eliminazione diretta. 

Non è meno decisivo quello che succede appena dieci anni dopo, nel 2009: la Coppa UEFA cambia nome e diventa UEFA Europa League. Le squadre partecipanti scendono a 48 e poi, a partire dal 2021, a 32.

La nuova Europa League diventa il terreno di caccia favorito dei club spagnoli, che vincono in ben otto occasioni tra il 2010 e il 2021, con una finale tutta iberica nel 2012. La regina indiscussa del decennio è il Siviglia, tre volte campione consecutivamente tra il 2014 e il 2016.    

Il club vincitore della UEFA Europa League nel 2022 è l’Eintracht di Francoforte. 

Europa League Timeline

  • 1971: Nasce l’Europa League, precedentemente coppa UEFA. È il terzo torneo europeo per importanza, dopo Coppa dei Campioni e la Coppa delle Coppe. Partecipano 64 squadre e la finale non è secca, ma si divide tra andata e ritorno. 
  • 1972: La prima squadra ad aggiudicarsi il trofeo è il Tottenham Hotspur, che nel 1972 prevale sul Wolverhampton in finale.
  • 1972: Gli anni ’70 sono segnati dal predominio di tre nazioni in particolare: l’Inghilterra, i Paesi Bassi e la Germania occidentale. 
  • 1977: La finale del 1977 passa alla storia come “finale autoctona”, perché entrambe le sfidanti (Juventus e Athletic Bilbao) schierano in campo solo calciatori italiani da una parte e baschi dall’altra. 
  • 1989: Sul finire degli anni Ottanta c’è un cambio di equilibrio. Le squadre italiane fanno da padrone nelle notti di Coppa. Le vittorie tricolore a cavallo tra il 1989 e il 1999 sono addirittura 8. 
  • 1989: Il Napoli di Maradona è il primo club italiano ad aggiungere alla sua bacheca una Coppa UEFA. Vince nel 1989 contro i tedeschi dello Stoccarda. 
  • 1990: È l’anno della prima finale tutta italiana. La Juventus ha la meglio sulla Fiorentina. 
  • 1999: Cambio di regole sul finire del millennio. La Coppa delle Coppe si fonde con la Coppa UEFA e i partecipanti salgono da 64 a 96. Viene aggiunto un ulteriore turno a eliminazione diretta. 
  • 2009: Nasce finalmente la UEFA Europa League. È un torneo completamente nuovo, con una formula rinnovata. Le squadre in gara sono di meno: 48 e poi, dal 2021, 32. La competizione è sempre più serrata. 
  • 2010: Gli anni ’10 del nuovo millennio si aprono e chiudono con il dominio delle squadre spagnole, che primeggiano, tra il 2010 e il 2021, in 8 finali su 11. 
  • 2014: È il Siviglia la regina del decennio: riesce ad alzare la coppa per ben 3 volte consecutive (2014, 2015, 2016). 
  • 2022: L’ultima stagione dell’Europa League è vinta dall’Eintracht Francoforte. 

Europa League: i migliori giocatori di sempre della competizione

Negli ultimi decenni la UEFA Europa League ha fatto sfoggio non soltanto di astri nascenti, ma anche di bomber affermati, difensori di razza e centrocampisti capaci di inventare giocate da copertina. 

Ecco una breve carrellata del “gotha” di questo torneo. 

Giuseppe Bergomi è il giocatore con più presenze in assoluto nella competizione: 96 partite giocate, tutte con la maglia dell’Inter. 

Luigi Sartor, altro italiano, è l’unico calciatore ad avere vinto la Coppa con tre squadre diverse. Prima con la Juventus nel 1992/93, poi con l’Inter nel 1997/98 e infine con il Parma nella stagione 1998/99. E non dimentichiamoci che Sartor, insieme a Falcao e a Marin, è riuscito anche nell’impresa di conquistare il trofeo UEFA per due stagioni consecutive vestendo due maglie differenti.

In anni recenti, è stato proprio il colombiano Radamel Falcao – che ha militato in grandi squadre europee come Atletico Madrid, Porto e Monaco –, a lasciare il segno nella storia della UEL. Durante il suo periodo al Porto, infatti, Falcao ha segnato 17 gol (record di reti in una singola edizione) in sole 14 partite, aiutando il Porto a vincere la competizione nel 2011. Ha poi ripetuto l’impresa nel 2012 con l’Atletico Madrid, guidando la squadra spagnola alla conquista della Coppa.

Anche Diego Forlan ha lasciato un segno in Europa League. L’attaccante uruguaiano ha giocato un ruolo cruciale nella vittoria dell’Atletico Madrid nella Coppa UEFA del 2010, segnando anche in finale contro il Fulham. 

Il calciatore che ha realizzato più gol nella storia del torneo invece è Henrik Larsson, con 40 reti segnate in 56 partite con le maglie di Feyenoord, Celtic Glasgow ed Helsingborg. A seguire, l’olandese Klaas-Jan Huntelaar, con la bellezza di 34 gol totali. Il calciatore che invece è andato a segno in più partite consecutive (10) è Romelu Lukaku, attaccante belga dalla straripante potenza fisica. Con le maglie di Everton e Inter ha totalizzato ben 14 gol, e la sua serie personale è ancora aperta. 

È poi solo uno, benché di alto livello, il nome italiano presente nella top-ten dei migliori marcatori di Coppa UEFA. Si tratta di Alessandro Altobelli, che con l’Inter e la Juventus ha messo a segno 25 reti. 

Chiudiamo questa rassega di nomi illustri con di Jurgen Klinsmann, giocatore che gli amanti del Biscione e tutti gli appassionati di vecchia data non potranno non ricordare. L’ex attaccante tedesco trascinò l’Inter alla vittoria della Coppa UEFA nel 1991 contro la Roma. 

Europa League: DAZN Bet Pop Quiz

È arrivato il momento dell’Europa League DAZN Quiz! 

Quanto ne sai sulla seconda competizione per importanza in Europa? Sei un principiante o un vero fanatico del torneo? Se vuoi mettere alla prova le tue conoscenze della storia dell’Europa League, il pop quiz che trovi qui sotto è quello che fa per te. Buon divertimento! 

Chi è stato il capocannoniere della passata stagione 2021/2022 in Europa League? E il miglior assist-man? 

In vetta alla classifica marcatori della UEFA Europa League 2021/22 c’è il difensore dei Rangers James Tavernier. I gol che ha messo a segno nel torneo sono ben 7.

Il capitano e terzino destro della squadra scozzese non è però riuscito a incrementare il suo bottino nella finale di Siviglia del 18 maggio scorso. Ciononostante, tutti e 7 i suoi gol sono stati messi a segno durante la fase di cruciale e più difficile del torneo, quella a eliminazione diretta.

Sono stati invece 6 le reti stagionali rispettivamente per Karl Toko Ekambi (Lione) e Galeno (Braga/Porto), secondi nella classifica marcatori. “ Solo” 4 i gol dell’idolo di Napoli, Victor Osimhen. 

Per quanto riguarda gli assist, poi, Filip Kostić dell’ Eintracht Francoforte ha concluso la stagione al primo posto, dopo aver confezionato il sesto assist stagionale nella finale contro i Rangers all’Estadio Ramón Sánchez-Pizjuán.

Com’è fatto il trofeo dell’Europa League? 

Il trofeo della UEFA Europa League è uno dei più peculiari e belli del panorama europeo. È una coppa d’argento di forma ottagonale che poggia su un piedistallo in marmo giallo. Alla base sono scolpiti giocatori stilizzati che sembrano lottare per raggiungere un pallone, anche se in realtà sono riuniti nello sforzo di sorreggere il trofeo stesso. A completare l’opera campeggia la scritta “COUPE UEFA”, circondata dalle bandierine in serie di tutte le Nazioni affiliate alla UEFA.  

Il trofeo è stato ideato da Silvio Gazzaniga, un italiano che nel 1972 lavorava per la bottega Bertoni a Milano e che disegnò la coppa in vista della finale dello stesso anno. Era stato sempre Bertoni a firmare il trofeo della Coppa del Mondo in uso ancora oggi. 

Curiosità: con i suoi ben 15 kg, il trofeo dell’Europa League è al momento il più pesante tra tutti i trofei UEFA. 

Che differenza di premi in denaro c’è tra Europa League e Champions League? 

La differenza di entrate, sia per i club sia per i giocatori, è molto ampia tra le due competizioni UEFA. Il denaro messo a disposizione della UEFA per la Champions League supera i due miliardi di euro totali, mentre l’Europa League si ferma a poco meno di mezzo miliardo. Arrivare in finale di Champions significa riscuotere un premio di 15,5 milioni per squadra, a cui si aggiungono altri 4,5 milioni per chi si aggiudica la vittoria. Si tratta di più del doppio di quanto viene riservato all’Europa League, cioè 4,6 milioni ai finalisti più ulteriori 4 al vincitore. 

Ma a questo conteggio va aggiunta la voce di gran lunga più “pesante”: i diritti. 

La differenza nei contratti commerciali, nelle sponsorizzazioni e nelle entrate dei diritti televisivi per i due titoli è infatti abissale. Si pensi ad esempio che il Chelsea, vincitore della Champions del 2012, ha guadagnato quasi 6 volte tanto (73,1 milioni di dollari) rispetto all’Atletico Madrid (12,1 milioni di dollari) che ha vinto l’Europa League lo stesso anno. 

Che cos’è la Supercoppa UEFA e come si distingue dalla UEFA Europa League? 

La Supercoppa UEFA è una competizione che vede affrontarsi in una finale “secca” i vincitori della UEFA Europa League e della Champions League. La finale viene disputata in campo neutro. 

La Supercoppa è stata vinta da 24 squadre di 12 paesi diversi. I club che hanno impresso più volte il loro nome nell’albo d’oro del torneo sono Milan, Barcellona e Real Madrid, con 5 vittorie ciascuno. Real e Milan sono anche le uniche squadre ad aver trionfato in due edizioni consecutive della Supercoppa. 1989 e 1990 per i rossoneri, 2016 e 2017 per i blancos. Il Barcellona, invece, detiene il record per il numero di finali disputate (nove). 

Anche nel caso della Supercoppa UEFA sono previsti cospicui premi in denaro per i partecipanti. Real Madrid ed Eintracht Francoforte – i due club finalisti in Supercoppa nel 2022 – hanno ricevuto 3,5 milioni di euro a testa per la partecipazione. Il Real, che ha vinto il titolo, si è portato a casa un altro milione di euro. 

I nostri pronostici: Europa League Stagione 2023/2024 

È sempre complicato fare pronostici che non si rivelino puntualmente sbagliati. Ma proviamo ugualmente a buttare giù due conti e ad azzardare qualche previsione. 

Se la stagione di UEL in corso si concluderà con la vittoria di una tra le squadre più quotate, sarà una tra Juventus, Arsenal o Manchester. Secondo la formula UEFA, chi vincerà avrà accesso l’anno prossimo alla Champions League. È sicuramente la speranza della Juve, dato che difficilmente riuscirà a chiudere la stagione di Serie A in corso tra le prime quattro. Dopo la stangata dei 15 punti inflitti in sede di giudizio, la Juve è attualmente a 12 punti dalla Roma, quarta in classifica. 

Nel caso in cui la squadra di Torino non dovesse trionfare in Europa League, lo scenario della prossima stagione potrebbe ribaltarsi. La Juventus, qualificandosi in UEL con il quinto posto in serie A sarebbe in grado di presentarsi come una serissima pretendente alla vittoria finale. 

Quanto alle inglesi United e Arsenal, sono entrambe con un piede (abbastanza) sicuro in Champions. La squadra di Mikel Arteta, in particolar modo, sta sbaragliando a suon di gol la concorrenza e sta avanzando a testa bassa verso il titolo in Premier. Quindi, questo vuol dire che non prenderanno parte, probabilmente, all’Europa League del prossimo anno. 

Al loro posto (sempre dalla terra d’Albione) potrebbe inserirsi una squadra tra Liverpool e Newcastle. Il Liverpool, tuttavia, sembra in ripresa e più vicino alla zona Champions dopo il clamoroso 7 a 0 rifilato ai rivali dello United. Anche il Newcastle potrebbe riservare delle sorprese, visto il recente passaggio di proprietà e la prospettiva di una stagione estiva di calcio mercato più ricca che mai. Entrambe sono papabili candidate ai gironi UEL 2023/2024 come teste di serie di prima grandezza. 

E non scordiamoci poi del Tottenham di Antonio Conte e del Chelsea di Potter. La Premier League ha spesso dimostrato di essere un campionato aperto e combattuto fino all’ultimo. Nessuno può dire, a oggi, chi sarà il club inglese a vincere il secondo campionato più ambito d’Europa. 

Tornando all’Italia, se la giocano ampiamente per un posto in Europa League anche Milan, Roma e Atalanta. Sempre che Mourinho non si metta in testa di ripetere l’exploit dell’anno scorso e regali alla capitale anche il trofeo dell’UEL. Ma è meglio non correre troppo. 

Infine, mai sottovalutare Spagna, Francia e Germania. L’Eintracht Francoforte, in particolare, ha già assaggiato la vittoria lo scorso maggio e non ha alcuna intenzione di fermarsi.